Spazio Dante 

 

In Italia e nel mondo stanno già fervendo i preparativi: il 2021 sarà l’anno di Dante, in occasione dei 700 anni dalla sua morte. Il prossimo Festival della Politica, a settembre, giocherà d’anticipo: al letterato italiano sarà dedicata la tradizionale Sezione Speciale curata da Antonio Gnoli, da sempre riservata all’approfondimento di un maestro universale del pensiero.
In questi sette secoli, la necessità di un confronto col pensiero dell’Alighieri non è mai venuta meno: a lui si è tornati e si torna ciclicamente, soprattutto quando la cultura occidentale, per rispondere a una fase di smarrimento, si rimette alla ricerca dei propri valori fondanti; a lui hanno guardato gli intellettuali italiani, ogni volta che lacerazioni e scontri politici hanno messo a dura prova la coesione sociale e culturale del Paese; in Dante si è cercata ispirazione quando le condizioni storiche hanno mostrato la necessità di rifondare un’idea universalistica di uomo, basata su ideali che oltrepassano i confini storici e geografici.
Ce n’è abbastanza per dimostrare l’attualità, se non l’urgenza, di un nuovo incontro con Dante, che torni a misurare sul metro del presente la sua riflessione sull’uomo, la società, la politica.

Al Festival tenteremo l’impresa. Antonio Gnoli ha composto per questo itinerario un panel di altissimo livello: tra il 5 e l’8 settembre, “Spazio Dante” prevede quattro incontri con quattro grandi intellettuali: il presidente del Comitato nazionale delle celebrazioni dantesche Carlo Ossola, lo storico della scienza Gennaro Sasso, i filosofi Massimo Cacciari e Giacomo Marramao. 
Saranno loro, in dialogo con Gnoli, a interrogarsi sul perchè, nonostante tutto, un poeta di sette secoli fa continui ad essere il più contemporaneo degli autori italiani.