Il voto europeo 

 

È tradizione che il voto europeo si presenti accompagnato da una quota rilevante di volatilità. Ma quelle del 26 maggio rimarranno nella memoria come le le elezioni "decise dagli indecisi": le ultime rivelazioni, prima del silenzio pre-elettorale, avevano stimato in 97 milioni il numero degli elettori europei confusi e incerti. A dimostrazione del fatto che in tutto il vecchio continente le tribù politiche si sono fatte fragili, le appartenenze instabili: è l’esito di una tendenza di lungo corso, che ha modificato alla radice le logiche del consenso democratico disgregando le fedi ideologiche e creando un corpo elettorale più pragmatico, mobile e allo stesso tempo esposto alle affabulazioni del marketing politico e delle strategie comunicative dei leader.
In questo quadro, le elezioni acquistano un valore nuovo: lungi dall’essere un semplice momento di verifica e conferma, acquistano invece un carattere rivelatorio, e raccontano ciò che i sondaggi sempre meno riescono a prevedere: le inclinazioni dell’opinione pubblica, le nuove paure e aspirazioni dei cittadini, i temi percepiti come prioritari. E, di conseguenza, le trasformazioni future dell'offerta politica, i riposizionamenti dei competitor ad ogni livello.

Il 31 maggio affideremo l’analisi del voto europeo a due tra i massimi sociologi italiani, Ilvo Diamanti e Renzo Guolo. A loro il compito di tradurre gli esiti elettorali in una istantanea della nuova Unione Europea, così come emersa dalla prova democratica del 26 maggio. 

 

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Venerdì 31 maggio, ore 18:00
Chiostro M9

Il voto europeo

Ilvo DIAMANTI, Renzo GUOLO