“Il potere delle donne”

“Il Festival della Politica torna finalmente ad animare il centro di Mestre.
Nel 2020 abbiamo continuato a discutere di politica attraverso gli incontri in streaming del ‘Festival online’, quest’anno torniamo a far vivere le piazze di Mestre, in sicurezza e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

Siamo giunti alla Decima Edizione. Le daremo il via mercoledì 8 settembre, con gli incontri della giornata di Anteprima, e proseguiremo fino a domenica 12 con un programma particolarmente ricco, che comprenderà oltre 50 eventi tra dibattiti, conversazioni, workshop, spettacoli. 
È complesso organizzare un festival in questo momento storico, per le ragioni facilmente immaginabili. Ma oggi più che mai credo sia importante creare occasioni di incontro, offrire a persone e famiglie l’opportunità di vivere la città e riappropriarsi degli spazi pubblici nel segno della cultura. La ripartenza dell’economia è fondamentale, ma gli eventi culturali come il Festival della Politica sono formidabili opportunità di socialità che aiutano a guardare al futuro con maggiore speranza, oltre a rappresentare un importante volano per le attività del territorio. Voglio perciò ringraziare quanti continuano a credere in questo progetto, a partire dall’amministrazione comunale, la Fondazione M9, la Camera di Commercio e tutti i sostenitori pubblici e privati.

Al centro di questa edizione porremo una questione antica e insieme attualissima: il ruolo delle donne nella società. Sarà un’occasione per ragionare con tante protagoniste e tanti protagonisti della vita culturale italiana su come le donne siano oggi la chiave per innovare il Paese, una spinta al cambiamento e alla modernizzazione della società a cui non è pensabile rinunciare. Eppure sono ancora tanti gli ostacoli e le disparità di genere, autentici freni al cambiamento e alla crescita collettiva.

Accenderemo un faro sullo sconfinato orizzonte di capacità, visioni ed energie che l’universo femminile investe nell’Italia e nel mondo di oggi: offrirne uno spaccato originale, illuminarne angoli  sconosciuti, sarà una delle ambizioni di questo Festival, il cui programma incrocerà esperienze e saperi diversi, coinvolgendo fra l’altro decine di protagoniste della ricerca, della società civile, della cultura e del giornalismo – testimoni autorevoli di quanto l’eccellenza del nostro Paese sia oggi debitrice di approcci e visioni “al femminile”. 

Avvalendoci della collaborazione di Linda Laura Sabbadini, curatrice ospite di questa edizione, avvieremo un’indagine sulle ragioni che ancora impediscono all’Italia di esprimere appieno il potenziale femminile. Un tema, peraltro, che oggi si presenta in termini di urgenza assoluta, in quanto la crisi economica innesca processi che rischiano di produrre un ulteriore arretramento economico e culturale. Proprio nel momento in cui l’intero Paese – stimolato da un rinnovato spirito di solidarietà europeo – si trova impegnato in uno sforzo straordinario per compiere un salto nel futuro che attendiamo da troppo tempo.

Come sempre il Festival è un progetto plurale, costruito in collaborazione con diversi partner. Quest’anno abbiamo consolidato in particolare il rapporto con M9, il museo del Novecento. Insieme al Cespi – Centro Studi di Politica Internazionale, faremo il punto su alcuni importanti nodi della politica globale. Youtrend proporrà un’offerta formativa di alto profilo, attraverso una serie di workshop incentrati sui nuovi linguaggi della politica. E naturalmente non mancherà la tradizionale e apprezzatissima Sezione Speciale curata dal giornalista e filosofo Antonio Gnoli, quest’anno dedicata al racconto di quattro figure femminili che hanno segnato indelebilmente la scienza e il pensiero filosofico contemporaneo.
A quindici anni dalla sua scomparsa, ricorderemo Gianni Pellicani, figura così importante non solo per la storia recente di Venezia ma più in generale per l’accidentata storia del riformismo italiano. E due diversi appuntamenti saranno dedicati all’eredità politica e intellettuale di Emanuele Macaluso, straordinario testimone della vicenda politica repubblicana, amico storico del Festival a cui abbiamo voluto dedicare questa decima edizione.
Un cartellone ricco, che animerà il centro di Mestre dal mattino fino a sera inoltrata, e che proporrà anche spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche all’aperto.
Dopo alcuni anni, Piazza Ferretto tornerà ad ospitare La Libreria del Festival, autentica “piazza nella piazza”, luogo di incontro e socialità prima ancora che di shopping culturale, realizzato grazie ad Ali (Associazione librai italiani) e a tante librerie di Mestre e di Venezia.

Il Festival della Politica 2021 offrirà tante occasioni di riflessione e approfondimento su temi d’attualità che scuotono il nostro tempo. Lo faremo nelle piazze e in piena sicurezza, seguendo una convinzione che, da sempre, guida il nostro progetto: che la cultura rappresenti uno strumento straordinario per coltivare quel senso di comunità che i lunghi mesi di pandemia hanno messo alla prova. 

Buon Festival,

 

Nicola Pellicani
Direttore del Festival della Politica

 

 

“Potere e donne: due parole ancora lontane. Fa male alle donne, fa male al potere.

Tutte le situazioni di monopolio sono negative per una società, la rendono meno dinamica e più ingiusta. Meno partecipativa e più escludente. E soprattutto meno creativa e democratica. E il potere politico è tuttora a carattere monopolistico maschile.

Per riavvicinarsi ai cittadini il potere politico ha bisogno di basarsi su alcuni valori fondamentali: cura e riconoscimento degli altri, solidarietà, cambiamento culturale, cura del pianeta, bene comune, concretezza, interesse collettivo, abbandono di approcci ideologici.

Valori, parole con una forte connotazione femminile. Ancora di più dopo la pandemia.

La politica ha bisogno di rifondare sé stessa radicalmente negli obiettivi, nei mezzi che utilizza, nelle forme, nei linguaggi, nei processi di selezione e formazione della classe dirigente.

La politica ha bisogno del potere rigenerativo dell’apporto delle donne. Potere è mission, è mettersi al servizio del Paese.

Il potere politico si trasformerà solo se non sarà l’espressione del pensiero unico, se non sarà solo maschile, ma maschile e femminile, o una loro sintesi, solo se saprà contaminarsi col femminile e avviare un profondo cambiamento di paradigma, rimettendo al centro la qualità della vita di tutti.

Sono ingannevoli le proclamazioni di “viva le donne” non basate sulla realtà delle azioni e degli stanziamenti, a cui abbiamo assistito per decenni.

Sono nocive le promesse mai mantenute, o le vecchie logiche che vedono la supremazia dell’approccio economico su quello sociale, condannando le donne a garantire il lavoro non retribuito di cura e a non realizzarsi su tutti i piani del vivere.

La storia del nostro Paese lo dimostra. L’art.3 della Costituzione non è applicato e tante belle leggi sono inattuate.

Ci vuole un cambio di paradigma con la forza, concretezza, creatività e il protagonismo delle donne.

Denis Diderot, grande filosofo illuminista, affermava: “Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell’arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle”.

Pensateci un attimo. Se le donne riuscissero a rianimare profondamente la politica, dandole la prospettiva dell’arcobaleno e la leggerezza e libertà delle farfalle…

 

Linda Laura Sabbadini

Curatrice ospite del Festival della Politica 2021