Democrazia e Populismi 

 

La galassia dei populismi si espande alle due sponde dell’Atlantico: nella vecchia Europa come nel continente americano. Una crescita di consenso per nuovi leader e per nuove forze “anti-sistema” che sta mettendo in crisi i partiti tradizionali. Un fenomeno che ha assunto una portata globale e interessa tutte le grandi democrazie occidentali.

Se pochi anni fa il dibattito politico e scientifico si interrogava sulla comprensione dell’essenza dei nuovi populismi, sulla ricerca di definizioni organiche e condivise, oggi l’urgenza è capire il presente e interpretare il futuro, e ragionare sulle evoluzioni del fenomeno a breve e medio termine. 
Perché in gioco c’è moltissimo, in primis il destino delle democrazie occidentali di fronte ad una crisi che le investe in modo strutturale e che – nelle parole del supervisore scientifico del Festival Massimo Cacciari – rappresenta “la ragione e il cuore profondo dei populismi”: la crisi della rappresentanza, la rottura del patto di fiducia tradizionale che legava gli elettori ai loro rappresentanti e da cui prendeva forza il sistema di regole dei sistemi democratici contemporanei. Una fiducia che non ha retto all'impatto della globalizzazione, all’insieme di forze sovra-nazionali che – imponendo leggi impersonali e plasmando i processi economico-sociali – ha infine reso spuntate le armi della politica rappresentativa.

Comprendere i populismi, oggi, significa soprattutto approfondire i modi in cui si è prodotta questa cesura, rigettando le semplificazioni ed evidenziando le composite specificità nazionali che tale fenomeno ha assunto in ogni paese interessato, a cominciare dal nostro.

Da qui necessariamente bisogna partire, per cercare di riannodare i fili del vincolo fiduciario tra popolo e classe dirigente. Questo è il tema con cui fanno i conti tutte le principali forze in campo. Una sfida che impone ai partiti eredi della cultura democratica novecentesca di ripensarsi per trovare una nuova legittimazione; una sfida oggi vissuta anche dalle forze anti-sistema che – come recentemente accaduto in Italia – sono al governo e vengono chiamate a rispondere alle enormi aspettative dei loro elettori.

Il Festival della Politica sarà un’occasione per ragionare su questi temi. Cinque giornate di confronti multidisciplinari che intrecceranno percorsi nella politologia, nella filosofia, nella ricerca sociologica.