Il tramonto dell'Occidente 

 

Era il 1975 quando Umberto Galimberti dava alle stampe il suo primo e forse più celebre libro, "Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente". Da una lettura sapiente della tradizione filosofica occidentale, prendeva le mosse una riflessione sulle strutture fondamentali della nostra civiltà: un'indagine filosofica ambiziosa, spesso capace di gettare luce sulla condizione dell'uomo contemporaneo, anche attraverso penetranti intuizioni psicologiche e sociologiche. 

Al Festival della Politica chiederemo a Galimberti di raccontarci dove ha condotto quella ricerca: oltre quattro decenni di pensiero nei quali il filosofo ha saputo approfondire in molte direzioni il suo ritratto dell'Occidente contemporaneo, senza disconoscerne l'iniziale rappresentazione di compiuta "terra della sera" -  luogo in cui al progressivo trionfo della tecnica corrispondono l'affermazione del nichilismo, la diffusione di nuove forme di alienazione, la sottrazione di ambiti essenziali di realizzazione e protagonismo dell'uomo - non ultimo, quello della politica.

Interrogheremo Galimberti per capire se, da questa prospettiva "alta", le tante crisi del contemporaneo (politiche, sociali, ideologiche) possono essere lette come altrettanti epifenomeni di una crisi radicale che è quella dell'Occidente stesso: una terra oggi forse al tramonto, ormai destinata a confrontarsi con le ceneri di quella che fu un tempo la sua categoria più preziosa: la categoria del senso.

 

Venerdì 8 settembre, Ore 18.30
Piazza Ferretto

Umberto GALIMBERTI, con Tiziano GRAZIOTTIN
“Il tramonto dell'occidente”