Il tema dell'edizione 2016 

 

L’Occidente è in preda ad uno squilibrio generale che sembra minare alle radici tanto il mondo della politica quanto quello dell’economia, tanto il tessuto sociale quanto quello culturale. 

Oggi, la crisi economica che ormai incombe sulle nazioni europee da almeno due lustri, la diffusione a macchia d’olio di attacchi terroristici del tutto imprevedibili che sembrano in grado di smentire qualsivoglia previsione e qualsiasi analisi politologica, parlano di un mondo che, se per un verso sa cosa non potrà più essere, per altro verso non sa affatto cosa stia per diventare. Mai come oggi terrore e politica sono concetti intimamente connessi; perché nel nostro tempo, ormai, la guerra si combatte sempre meno sui campi di battaglia e sempre più negli spazi quotidiani delle nostre esistenze: nelle sale da concerto, nelle redazioni di giornali, sui lungomari più gettonati d’Europa e nelle chiese. Là dove le persone dovrebbero vivere insieme tranquille e in armonia; e là dove nulla di più distante ed estraneo della guerra sembrerebbe esserci. Per questo, la politica ha ormai un compito e una responsabilità davvero enormi e dovrebbe più che mai riflettere su se stessa. Allo stesso modo anche il pensiero dovrebbe cominciare a confrontarsi ex novo con le grandi categorie politiche. Non c’è più tempo da perdere. Nessuna risposta allo stato di cose messo in luce dal nostro tempo potrà risultare efficace senza una riflessione su quel che sta veramente accadendo; senza un serio approfondimento intorno al vero destino dello spazio politico. Di fronte a questa situazione é necessario uno sforzo enorme, per il quale ci troviamo tutti impreparati; abituati come siamo a leggere il mondo attraverso categorie che appaiono improvvisamente superate.


Per ragionare intorno a questioni così difficili ma fondamentali, anche quest’anno il Festival della Politica di Mestre è riuscito a chiamare a raccolta alcune tra le menti più vivaci e acute della cultura italiana contemporanea: politologi, filosofi, giornalisti, storici, economisti: tutti assieme a Mestre per aiutarci a capire qualcosa in più.